Nell’arte la luce svolge un ruolo fondamentale: essa rende possibile la percezione tridimensionale con le ombre e attribuisce qualità alle superfici (levigate o scabre) mediante riflessi . Con la sua posizione rispetto all’oggetto o all’ambiente osservato crea giochi chiaroscurali che esaltano (in posizione laterale) o annullano (in controluce) la modellazione dei volumi. Con la sua ampiezza (puntiforme o estesa) e potenza crea illuminazioni diffuse o concentrate , violente o delicate, che attribuiscono un carattere espressivo all’ambiente o all’opera. Con le sue dominanti cromatiche cambia radicalmente la percezione dei colori. È evidente che per qualsiasi artista la luce è una componente essenziale dell’elaborazione artistica. In alcuni ambiti essa svolge un ruolo esterno, come nell’architettura o nella scultura, dove l’artista modella volumi e superfici in modo da calibrarne l’impatto con una sorgente luminosa esterna. Nella pittura invece la luce diviene un elemento interno alla composizione, in cui possono apparire sorgenti luminose concentrate o diffuse, effetti luministici , tavolozze cromatiche di diversa luminosità e saturazione. Bisogna comunque notare che anche nella pittura la luce esterna svolge un ruolo importante per la percezione dei colori, oppure per i riflessi sulle superfici, come nelle vetrate o nei mosaici. 1. Nel periodo romano l’articolazione di volumi interni o esterni è spesso caratterizzata da giochi di luce, creati da contrasti di pieni e vuoti o da aperture nelle murature (finestre, occhi nelle cupole).
Pantheon ,Roma
2. Nel periodo gotico la verticalità e la leggerezza delle strutture dialogano intensamente con sorgenti luminose di vaste dimensioni (finestre, rosoni) e di ricche gamme cromatiche (vetrate colorate).
Facciata di Santa Croce dei Celestini, Lecce
3. L’arte rinascimentale impiega prevalentemente luci ambientali diffuse per valorizzare la morbidezza degli sfumati (come in Leonardo) o il gioco di volumi e superfici (come in Piero della Francesca).
L'ermellino è il simbolo della purezza. Ciò che colpisce l'opera è la spontaneità dell'immagine: la figura emerge dello sfondo scuro, illuminata dalla luce proveniente dalla destra che cattura l'attenzione e ne evidenzia la dolcezza del viso. la donna sembra rivolgersi come se qualcuno sta nella stanza, quindi compie una torsione e lo sguardo,invece, attento e pacato che rappresenta la raffinatezza e l'intelligenza della dama.
Nella tarda pittura rinascimentale la luce diviene un soggetto potente nella composizione pittorica (Tintoretto) aprendo la strada all’impiego massiccio della luce nell’arte barocca, Nella sua piena maturazione artistica, Tintoretto diede alla luce il ruolo di protagonista nelle sue opere, non è una luce naturale, ma pura entità spaziale.La costruzione luminosa, che solo parzialmente coincide con quella prospettica, diviene, infatti, stile dell’opera del veneziano, essa arricchisce, e rende ancor più misteriose le sue tele. Infatti un esempio è i il ritrovamento del corpo di San Marco.
Artisti che andremo ad esaminare nel periodo Barocco ricordati per l'uso della luce saranno Michelan,Bernini e Jan Vermeer. Michelangelo noto come "il Caravaggio".La luce ha in Caravaggio una funzione costruttiva e una funzione simbolica. Essa diventa ora simbolo di grazia redentrice ed è visibile a tutti.
I toni sono caldi, ma non sono quelli di una luce
solare all'aperto, è invece una luminosità vibrante paragonabile a quella del
fuoco che si fa strada nell'ambiente oscuro e impenetrabile, per andare poi a
riflettersi sui personaggi, rivelandone la santità e rendendoli tangibili.
L'andamento di questa luce, spesso radiale, svolge
un'azione costruttiva sui corpi che emergono da questo fondo indefinito. Pur
conferendo tridimensionalità alle figure, lo spazio circostante non è indagato
e rimane in ombra, assumendo così un significato negativo, che si oppone alla
luce vista come unica fonte di verità divina.
Con Bernini la luce è la vera protagonista della scena questo lo possiamo vedere ad esempio nell'estasi di santa Teresa D'Avila, dove bernini riesce a ricavare questo sopra l'abside ,posto dietro la statua,una finestrella nascosta dall'osservatore. Da questa finestra entra un fascio di luce gialla, che va ad illiminare il gruppo scultoreo e per evidenziare l'effetto della luce Bernini decise di inserire una serie di raggi dorati.
|
martedì 20 ottobre 2015
Iscriviti a:
Commenti (Atom)